FAQ
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Quando è necessario rivolgersi ad un centro di fecondazione assistita?
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Quali sono le probabilità di ottenere una gravidanza con le tecniche di fecondazione assistita?
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Quali sono le principali cause di sterilità?
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Cosa si intende per sterilità immunologica?
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Che cose è l’endometriosi?
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Cose è la Sterilità cervicale?
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Cose è la Sterilità tubarica?
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Cosa si intende per fattore uterino?
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Cose è l`inseminazione intrauterina o IUI?
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Cosa si intende con tecniche di fecondazione in vitro di III livello?
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E’ vero che con le tecniche di fecondazione in vitro aumenta la probabilità di gravidanze multiple?
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Che rischi comporta una gravidanza multipla?
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Che cosa è l’induzione della superovulazione?
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E’ rischioso sottoporsi ad una stimolazione Ormonale?
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Che cosa è la Sindrome da iperstimolazione ovarica?
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Come si svolge il prelievo ovocitario o pick-up?
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Che rischi ci sono per il mio futuro bambino con le tecniche di PMA?
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Cose è la Diagnosi genetica pre-impianto o PGD?
Quando è necessario rivolgersi ad un centro di fecondazione assistita? -
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La maggior parte delle coppie giovani riescono ad ottenere la gravidanza nel corso del primo anno di rapporti non protetti. Se così non fosse, è improbabile che questo possa avvenire spontaneamente. Conviene, quindi, rivolgersi ad un centro specializzato.
Nel caso di coppie in cui l’età del partner femminile è superiore ai 35 anni, è consigliato recarsi presso un centro specializzato non oltre i 6 mesi di tentativi.
Quali sono le probabilità di ottenere una gravidanza con le tecniche di fecondazione assistita? -
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Le probabilità di ottenere una gravidanza con le tecniche di PMA dipendono da diversi fattori, tra questi sicuramente l’età materna. In pazienti con età inferiore ai 30 anni si riscontra una gravidanza ogni due pazienti (50%). Con l’aumentare dell’età materna le percentuali di gravidanza diminuiscono fino ad arrivare anche ad 1 gravidanza ogni 4-5 pazienti (20%) nelle donne di 40 anni.
E’ importante considerare che oltre all’età materna anche le cause di sterilità influenzano notevolmente le percentuali di successo: ad esempio la sterilità immunologica o l’endometriosi, possono ridurre notevolmente le possibilità di instaurare la gravidanza anche se la paziente è molto giovane.
Quali sono le principali cause di sterilità? -
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Le cause di sterilità sono di origine femminile nel 35% dei casi, nel 35% di origine maschile.
Per il 20% dei casi ci sono cause miste, dovuti ad entrambi i partner . Nel rimanente 10% dei casi le cause di sterilità non vengono rivelate ed in questo caso si parla di sterilità idiopatica o inspiegata.
Cosa si intende per sterilità immunologica? -
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Con sterilità immunologia si intende la presenza di anticorpi antispermatozoo nel partner maschile, nel partner femminile o in entrambi. Nella donna tali anticorpi possono essere presenti a livello cervicale dove aggrediscono gli spermatozoi impedendo a questi ultimi di raggiungere la cellula uovo. Nell’uomo possono essere presenti nel liquido seminale dove possono ridurre la motilità degli spermatozoi. Per valutare la presenza di anticorpi antispermatozoi esistono alcuni test di laboratorio tra cui i più noti sono il MARtest e l' IBTtest.
Non sempre la sterilità immunologica puo’ essere risolta con le terapia medica; in questo occorre sottoporsi ad una tecnica di fecondazione assisitita ed in particolar modo ad una ICSI.
Che cose è l’endometriosi? -
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L’endometrio è il tessuto che riveste l’utero. Nell’endometriosi tale tessuto non è presente solo nella sua normale sede fisiologica ma anche in altre zone come le ovaie, le tube, il peritoneo, e la vagina. Nonostante la sua diversa collocazione, l’endometrio continua a “comportarsi” secondo la sua natura, quindi ciclicamente, sotto stimolo ormonale, si ingrossa e si sfalda. Si possono quindi venire a creare sanguinamenti, aderenze ed irritazioni che, oltre a effetti dolorosi, possono, ad esempio, interferire con il rilascio dell’ovocita a livello delle ovaie e/o con il suo trasporto a livello delle tube. Può anche accadere che alcune molecole, prodotte in seguito ai processi infiammatori dovuti all’endometriosi, possano interagire con ormoni quali il progesterone o LH (ormone luteinizzante) inibendo completamente l’ovulazione. Recenti studi hanno inoltre evidenziato la possibilità che alcune mediatori biochimici, nei casi di endometriosi, possano influire anche sul corretto sviluppo dell’embrione e sul suo impianto in utero.
Nei casi di endometriosi, a seconda del grado di tale patologia, puo’ rendersi necessario ricorrere a tecniche di fecondazione assistita sia di I che di III livello.
Cose è la Sterilità cervicale? -
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Si intende l’incapacità a produrre il normale muco cervicale nelle quantità necessarie a consentire il trasporto degli spermatozoi verso l’ovocita e quindi il normale processo di fecondazione. Può essere causata anche da infezioni che hanno danneggiato le ghiandole che producono il muco o alla presenza di anticorpi antispermatozoo.
Cose è la Sterilità tubarica? -
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Si parla di sterilità tubarica quando le tube di Falloppio risultano essere non pervie. E’ quindi impossibile che avvenga la fecondazione in quanto gli spermatozoi non riescono a risalire verso la cellula uovo. Le cause possono essere individiate in processi infiammatori, precedenti gravidanze extrauterine, endometriosi tubarica e a malformazioni tubariche.
Negli casi di sterilità tubarica è necessario ricorrere ad una tecnica di fecondazione assistita.
Cosa si intende per fattore uterino? -
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Il fattore uterino influisce con all’incirca un 5% nelle cause di sterilità ed è dovuto alle presenza di alterazioni a livello dell’utero (setti, fibromi) che possono impedire il corretto annidamento dell’embrione e quindi impedire l’istaurarsi di una gravidanza.
Cose è l`inseminazione intrauterina o IUI? -
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L`inseminazione intrauterina è una metodica di fecondazione assisitita definita di I livello, relativamente semplice, svolta a livello ambulatoriale senza necessità di anestesia. Consiste nell`introdurre nella cavità uterina, mediante l`ausilio di un sottile catetere, una piccola quantità di liquido seminale opportunamente trattato e concentrato, nel momento coincidente all`ovulazione, durante un ciclo spontaneo o indotto con stimolazione ormonale.
Si puo` ricorrere alla inseminazione intrauterina quando vi è una lieve/moderata alterazione del liquido seminale, quando non vi sono patologie a carico delle tube, nei casi di sterilità idiopatica prima di ricorrere a tecniche piu` avanzate,nell’infertilità da fattore cervicale e nei casi di endometriosi lieve.
Le percentuali di successo sono intorno al 10-15%.
Cosa si intende con tecniche di fecondazione in vitro di III livello? -
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Vengono indicate come tecniche di fecondazione in vitro di III livello la Fivet (in vitro fertilization and embryo transfer) e la ICSI (intracytoplasmic sperm injection). Per entrambe le tecniche è prevista l’induzione della superovulazione al fine di ottenere più ovociti, il prelievo ovocitario con una leggera anestesia, la preparazione del liquido seminale in maniera opportuna a seconda della tecnica. Benché in tutte e due le tecniche la fecondazione degli ovociti avvenga in laboratorio, esse differiscono per le modalità con cui la fecondazione stessa viene portata a termine. Nella Fivet gli ovociti vengono posti a contatto di una soluzione di spermatozoi opportunamente preparata; vi è quindi una selezione naturale dello spermatozoo che riuscirà a penetrare nella cellula uovo. Al contrario nella ICSI, mediante apposite apparecchiature, un singolo spermatozoo, scelto in base alle sue caratteristiche morfologiche e di motilità dal biologo, viene introdotto all’interno dell’ ovocita. Si evince quindi che la ICSI e la Fivet presentano indicazioni diverse a seconda delle cause di sterilità: la fivet può essere eseguita quando vi è un alterazione lieve/moderata del liquido seminale, mentre nei casi di alterazioni severa, nel caso di concentrazioni di spermatozoi inferiori a 5 milioni per ml, occorre eseguire una ICSI.
La qualità del liquido seminale non è l’unico fattore che spinge in una direzione o nell’altra. Rappresentano indicazioni per la FIVET i casi di impervietà tubarica, di sterilità idiopatica con ripetuti fallimenti con le inseminazioni, casi di endometriosi lieve. E’ consigliata, invece, la ICSI nei casi di ripetuti fallimenti in FIVET o mancata fertilizzazione, nei casi di endometriosi grave, ovociti e/o seme congelato.
E’ vero che con le tecniche di fecondazione in vitro aumenta la probabilità di gravidanze multiple? -
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Si, è vero. Infatti, mentre spontaneamente, viene prodotto generalmente un solo follicolo e quindi un solo ovocita, nella PMA, inseguito alla stimolazione ormonale, si vengono a formare piu’ follicoli e quindi più ovociti. In particolar modo nelle tecniche di terzo livello, come la FIVET o l’ICSI, vengono trasferiti, di solito, in utero 2- 3 embrioni che possono impiantarsi tutti dando vita ad una gravidanza bi-trigemellari.
Che rischi comporta una gravidanza multipla? -
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Benché le gravidanze multiple vengano accolte favorevolmente dai futuri genitori, dal punto di vista medico, non sono scevre da rischi sia per la madre sia per i feti. Vi è infatti un incremento della probabilità di complicanze durante la gestazione, della probabilità d’aborto, di ridotto sviluppo dei fati, di parto pre-termine e di taglio casareo.
E’ quindi importante valutare, caso per caso, in base alla singole cause di sterilità e al numero di cicli effettuati in precedenza, quanti ovociti utilizzare nelle tecniche di fecondazione in vitro, tenendo conto che tutti gli embrioni prodotti, in base alla legge in vigore in Italia, devo essere trasferiti.
Che cosa è l’induzione della superovulazione? -
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Con induzione della superovulazione ovarica, nelle tecniche di fecondazione assistita, si intende la produzione di un numero di follicoli superiore ad uno, come avviene invece nei cicli spontanei, mediante la somministrazione ormonale di gonadrotopine.
Generalmente si procede con le prime somministrazioni a partire dal 2°-3° giorno del ciclo
Successivamente la crescita follicolare viene seguita, a giorni alterni, per via ecografia e mediante la valutazione sierica dei livelli di estradiolo, modificando ove necessario, la terapia di volta in volta. Solo quando i follicoli hanno raggiunto dimensioni all’incirca di 18 mm con valori di estradiolo sierici corrispondenti al numero di follicoli presenti, si procede con il prelievo ovocitario.
E’ rischioso sottoporsi ad una stimolazione Ormonale? -
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Ad oggi, numerosi studi ,condotti su donne sottoposte a tecniche di fecondazione in vitro, non hanno evidenziato un aumento del rischio di cancro ovarico, cervicale e mammario, rispetto alla popolazione generale.
Che cosa è la Sindrome da iperstimolazione ovarica? -
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La sindrome da iperstimolazione ovarica rappresenta una complicanza nelle tecniche di fecondazione assisitita, dovuta alla somministrazione di gonadotropine. Tale patologia comporta un notevole ingrossamento delle ovaie, un aumento della permeabilità dei vasi capillari e, nei casi gravi, puo’ determinare l’ascite, ossia l’accumulo di liquido nell’addome, versamenti pleurici e pericardici.
Poiché l’instaurarsi della gravidanza, puo’ aggravare tale patologia, si preferisce, nel caso in cui si riscontri un qualsiasi rischio di iperstimolazione, non trasferire gli embrioni ottenuti ma procedere con il congelamento degli stessi. Il transfer degli embrioni potrà essere effettuato nei mesi successivi su ciclo spontaneo.
E’ importante tener presente che l’instaurarsi della sindrome da iperstimolazione ovarica è molto rara (3%)e solo nello 0.9% dei casi riscontrati risulta esser grave.
Come si svolge il prelievo ovocitario o pick-up? -
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Generalmente l’aspirazione dei follicoli avviene ecograficamente, per via trans-vaginale, mediante l’utilizzo di una sonda ed un sottile ago. E’ prassi sottoporre la paziente ad una leggera anestesia, sono quindi necessari tutte le analisi di routine ed l’elettrocardiogramma.
L’aspirazione dei follicoli viene solitamente effettuata in regime di day-hospital. Infatti non risulta essere una procedura particolarmente dolorosa, anche se molto dipende dalla sensibilità della singola paziente, ed all’incirca dopo un paio d’ore e dopo un ulteriore controllo ecografico, si procede con le dimissioni.
Che rischi ci sono per il mio futuro bambino con le tecniche di PMA? -
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Gli studi portati avanti sui bambini nati dalle tecniche di fecondazione in vitro, fino ad oggi, mettono in evidenza che le percentuale di malformazioni congenite o di aberrazioni cromosomiche non sono significativamente differenti da quelle osservate nella popolazione generale. E’, però, importante tener presente che nel caso di aberrazioni cromosomiche o patologia multifattoriali, presenti in uno o entrambi i partner, queste possono essere trasmessi alla prole. E’ quindi necessario effettuare tutti gli screening genetici prima di sottoporsi ad una tecnica di fecondazione assisitita, valutando quali siano gli effettivi rischi di trasmissione.
Cose è la Diagnosi genetica pre-impianto o PGD? -
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Con diagnosi genetica pre-impianto si intende l’analisi genetica degli embrioni prodotti nelle tecniche di fecondazione assisitita, particolarmente utile per tutte quelle coppie che presentano malattie genetiche ereditarie trasmissibili alla prole. Infatti mediante la diagnosi genetica pre-impianto è possibile individuare nell’embrione moltissime patologie genetiche (ad esempio la ß-talassemia, l’anemia falciforme, la distrofia) oltre che alterazioni cromosomiche. Purtroppo la legge 40/2004, in vigore in Italia, non permette di effettuare la diagnosi genetica pre-impianto sugli embrioni. L’unica alternativa possibile consiste nell’effettuare la diagnosi genetica sugli ovociti prima della fecondazione, ed in particolar modo sul primo globulo polare, al fine di selezionare solo quegli ovociti che non presentano alterazioni cromosomiche di origine materna.